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ALAI-AGL E' COMPARTO DI AGL (AGL , Alleanza Generale del Lavoro (confederazione sindacale dei lavoratori) codice fiscale: 97624870156; atto costitutivo (e statuto) registrato presso l'Agenzia delle Entrate, DP I MILANO-UT di Milano 1, in data 04/06/2012, serie 3, n.7107- sede naz.le: Via Privata Duccio di Boninsegna 21, 20145 Milano, presso A.N.V.G. Associazione Nazionale Volontari di Guerra-Federazione di Milano, tel.3886296743, fax +39/1782736932, Whatsapp 3455242051, e-mail agl.alleanzageneraledellavoro@gmail.com ; e-mail certificata: alleanzageneraledellavoro@pec.it )

lunedì 27 agosto 2012

VICENDA DEI MAROCCHINI LICENZIATI A TORTONA (AL) CON UN CARTELLO.PONIAMOCI ALCUNI INTERROGATIVI.

Questa la notizia


E questo è il servizio del TG3




Ringraziamo tutti i partiti, i sindacati e le associazioni locali che si sono mobilitati per dare aiuto a queste persone.


Però, in un momento in cui il Ministro Fornero afferma che con le sue misure cambierà in maniera decisiva il mondo del lavoro, crediamo sia necessario porsi alcune domande. Perchè forse il vero cambiamento del lavoro in Italia parte dalle relative risposte.


  1. siamo ricchi di Associazioni datoriali di tutti gli orientamenti e tendenze. Anche in campo agricolo. La storia del lavoro nei campi è stata molto dura nel nostro Paese. Queste cose le abbiamo viste da anni. Eppure: quanto tempo è ancora necessario affinchè si porti un po' più di civiltà nel mondo agricolo italiano? Stanno lavorando su questo le Associazioni o fanno finta di non vedere per non perdere iscritti o potenziali iscritti?
  2. Visto che le Aziende della Grande Distribuzione amano essere protagoniste di convegni sulla Responsabilità Sociale, non hanno nulla da dire su questi episodi? Non dovrebbero essere loro, visto che non possono non sapere, a dissuadere questi loro fornitori dal comportarsi in questa maniera?
  3. Notare un passaggio importante. Non è che l'azienda abbia interrotto i rapporti dopo un verbale conclusivo dell'Ispettorato del Lavoro o di qualche altra Autorità di controllo. No: i lavoratori si sono rivolti alle Autorità, i datori l'hanno saputo (da chi?le indagini, in certi casi non dovrebbero essere segrete?) e hanno cacciato in quella maniera i lavoratori. E nessuna Autorità ha reagito (non dico per i lavoratori, ma almeno per tutelare la sua immagine e il suo prestigio) Sorgono spontanee delle domande:
    a) quali sono le condizioni operative degli Ispettorati del Lavoro sul territorio?Da quanto dura questa situazione? Cosa si è fatto in concreto da parte dell'Amministrazione e da parte di ogni Sindacato del lavoro pubblico?
    b) l'Italia è un Paese libero. Ma la legge esiste ed è più o meno fatta rispettare. Se rubi al supermercato la guardia giurata ti impedisce subito di farlo. Se rubi in un appartamento i Carabinieri ti pigliano, subito o arrivano a te con le indagini. Quindi grande attenzione alla tutela del patrimonio. Così come alla tutela delle donne e dei bambini. Perfino degli animali (c'è stato un inasprimento delle sanzioni anche in questa materia). Se metti la macchina in divieto di sosta arriva il vigile che ti fa la multa e se necessario chiama il carro attrezzi. Il tratto comune è questo: se ti comporti in una certa maniera l'Autorità interviene subito a fermare l'illecito e a porre fine al danno. Adesso anche allo Stadio. Nel mondo del lavoro, no. Il datore di lavoro può combinare qualsiasi cosa (schiavizzare le persone, affamarle, rovinare le famiglie licenziandole, consentire a un capo reparto di minacciare gli operai, procurare incidenti anche mortali,ecc.) ma il lavoratore, per avere giustizia, deve aspettare anni per averla, a spese sue, con la concreta possibilità, poiché oggi va di moda, che il lavoratore si veda dare torto perchè magari non ha potuto pagarsi il migliore avvocato. Nel mondo del lavoro (chissà chi l'ha deciso e ci piacerebbe sapere cosa ne pensano i sindacati “conflittuali”) non esistono attività di intelligence, sotto copertura (cioè in incognito), riprese con telecamere nascoste, riprese (a scopo dissuasivo, per esempio nei cantieri) con telecamere fisse (collegate alle forze dell'ordine o, basterebbe, con gli ispettorati del lavoro -signori, avete i Carabinieri nelle DPL, lasciateli lavorare, loro saprebbero cosa fare) . Ma soprattutto non esiste (è vietato da anni persino pensarlo) il pronto intervento. Ve l'immaginate una “squadra mobile” dell'Ispettorato del Lavoro?Solo in un caso questo avviene: quando c'è da andare a constatare il decesso di un operaio sul lavoro. Quando chi uccide o rovina un lavoratore avrà la stessa paura di essere colto sul fatto e punito che oggi ha chi ruba una mela al supermercato allora potremo dire di essere un Paese civile. Prima no: mettetela come volete ma in materia di lavoro siamo ancora un Paese di ipocriti, di illusi, di struzzi che mettono la testa sotto la sabbia. Ministro Fornero, ci dimostri che Lei non lo è.
  4. Ma il passaggio che a nostro parere è intollerabile è quello relativo alla notizia che l'attività sia passata a una cooperativa con lavoratori indiani. E l'impegno di chi prima aveva reagito sembra fermarsi lì, così come l'indagine del giornalista (e speriamo che non sia così per l'ispettorato del lavoro, per la Procura e per il Ministero dello Sviluppo Economico).
    a) ma scusate: forse che una cooperativa è autorizzata a pagare un lavoratore agricolo 4 euro l'ora?
    b) ma ri-scusate: forse i lavoratori indiani sono esseri umani di serie B o crumiri da punire, visto che per loro quelle condizioni sembrano accettabili da parte di chi non dice altro?
    c) e, ripetiamo, su questi sviluppi, le Associazioni datoriali (Agricole, della Grande Distribuzione) e le Centrali Cooperative non hanno nulla da dire? E il famoso tavolo della Prefettura è stato sparecchiato? E l'Osservatorio sulle Cooperative presso la DPL di Alessandria?E il Ministero dello Sviluppo Economico (autorità di vigilanza sulle cooperative)? Non sarebbe meglio prevenire piuttosto che muoversi dopo che ci scappi il morto o che delle persone continuino a soffrire una condizione di schiavitù? Ah, dimenticavamo: per la legge italiana il mondo del lavoro è come gli Stadi di calcio di una volta: tutti vedono, tutti sanno cosa succede ma non si interviene perchè non è opportuno. Sempre che qualcuno non rimanga accoltellato.                                        Sappiano però i lavoratori, italiani e stranieri, che questa situazione non migliorerà senza lottare non solo per sé ma per tutti. Quindi starà a loro, organizzandosi in maniera continuativa e incisiva, dando fiducia a veri sindacati, non a propagandisti politici di ogni colore, rischiando di persona, conquistarsi nuove leggi e, intanto, far applicare seriamente quelle che esistono già.



lunedì 13 agosto 2012

INIZIA LA VENDEMMIA: GRANDE CHANCE DI LAVORO PER GLI STRANIERI CON I VOUCHER. MA, PER UN INGORGO TRA RIFORMA FORNERO E DECRETO SVILUPPO I CASSINTEGRATI ITALIANI RISCHIANO DI RIMANERE A GUARDARE


E' iniziata (in Franciacorta) la vendemmia 2012. In Italia dà lavoro a 1.200.000 persone.L'esportazione del vino, per quanto riguarda il settore agroalimentare, è la prima voce per la nostra economia.Esiste anche un "indotto" della raccolta dell'uva.Che dà lavoro a tante aziende e a tantissimi stranieri e giovani. Il cui impiego è stato facilitato, dall'agosto 2008, dall'introduzione anche per queste categorie, nelle campagne, dei "voucher". Da allora si sono contati , solo nel vitivinicolo, addirittura 2 milioni di voucher utilizzati. Anche per i percettori di integrazione del reddito (cassintegrati, lavoratori in mobilità, ecc.) in questi anni c'è stata la possibilità di utilizzare questo nuovo strumento.
Sembrava troppo bello però. E infatti nel testo finale del Decreto Sviluppo, convertito in legge dal Senato, è sì stato approvato un emendamento che consente loro di utilizzare il voucher, ma solo dall'1 gennaio 2013.La vecchia normativa l'aveva previsto per il 2011 e per il 2012 ma l'opportunità è poi saltata con la riforma Fornero. Per cui ora accadrà che questi lavoratori, dal 18 luglio al 31 dicembre 2012 non potranno essere utilizzati col meccanismo del voucher. E ciò varrà non solo per l'uva, ma per la frutta, la verdura e la raccolta delle olive in questa stagione. E' indispensabile quindi che il Governo risolva questo problema al più presto, magari varando una norma interpretativa, perchè si stanno mettendo in ulteriore difficoltà persone che già soffrono di pesanti problemi occupazionali. Oltre ovviamente al disagio per un intero settore.

venerdì 6 luglio 2012

CHIMICA VERDE: UNA SPERANZA PER LA SARDEGNA, PER LA SUA AGRO-INDUSTRIA E PER IL SUO FABBISOGNO ENERGETICO

Leggiamo con piacere una notizia in controtendenza rispetto alle vicissitudini di questi anni dei lavoratori dell'industria sarda.
Dal sito de LA NUOVA SARDEGNA
http://lanuovasardegna.gelocal.it/sassari/cronaca/2012/07/06/news/chimica-verde-si-parte-matrica-apre-i-cantieri-1.5367439
Primo elemento: un impianto petrolchimico rimpiazzato da azienda operante nella chimica verde.La partecipazione non passiva degli agricoltori e organi di controllo dell'ambiente al passo con le esigenze dello sviluppo.Grande interesse desta la realizzazione del concetto di filiera innovativa e il coinvolgimento dei vari attori di essa.
I comitati di cittadini molto attivi nelle realtà locali sarde non mancheranno di far sentire la loro voce e di far pesare il loro parere in materia.
Per anni abbiamo sostenuto che per risalire la china (crisi generale dell'agroindustria e specifica dell'economia sarda) occorreva inventarsi qualcosa di nuovo. Ora abbiamo qualcosa di molto concreto su cui anche i lavoratori sardi vorranno dire la propria. L'ideale sarebbe salvaguardare al massimo le tradizioni e evitare che dal bisogno di sviluppo scaturiscano deleterie distorsioni e speculazioni. Quindi vigilanza critica ma anche partecipazione entusiasta a queste novità

sabato 30 giugno 2012

BIOGAS: ENNESIMO TEST SULLA CRESCITA

La CIA (Confederazione Italiana Agricoltori),parte datoriale, da due anni conduce una interessante battaglia per ottenere dal Ministero dello Sviluppo Economico e dall'Autorità per l'Energia Elettrica e per il Gas, i decreti attuativi per la messa in rete di questa fonte energetica. I vantaggi, dal punto di vista economico per il Paese (quindi anche per i lavoratori dell'agroindustria) sarebbero molteplici:risparmio sull'importazione di gas, la creazione di decine di migliaia di posti di lavoro, crescita del PIL di settore, integrazione del reddito delle aziende agricole e vantaggi ambientali (anche se quest'ultimo punto è controverso) .
La stessa CIA avanza il dubbio che i ritardi governativi possano originarsi da contratti per la fornitura di gas già stipulati con la russa Gazprom. Gradiremmo qualche precisazione dal Ministro Passera.
La produzione del biogas presenta vantaggi e svantaggi. Vantaggi:pareggio del bilancio dell'anidride carbonica emessa in atmosfera e limitazione della diffusione negli strati alti del metano (potente gas-serra) da decomposizione di carcasse e vegetali. Svantaggi:per produrre biogas occorre coltivare appositamente terreni che vengono sottratti alla produzione di derrate alimentari,usando fertilizzanti e pesticidi che inquinano il terreno stesso e la sottostante falda acquifera. I cattivi odori vicini ai centri abitati. L'inquinamento da traffico dei camion occorrenti. Inoltre la comprovata non neutralizzazione di tutti i batteri del ciclo produttivo (alcuni dei quali pericolosissimi).Traccia di queste questioni si ha, ricorrentemente, in occasione dei tentativi di collocare questi impianti sul territorio da parte di imprenditori e delle autorizzazioni concesse o meno dalle amministrazioni locali con contemporanea mobilitazione delle popolazioni interessate. Problema complesso, quindi, che comunque secondo noi va gestito in maniera razionale e non emotiva, caso per caso. E' evidente che innanzitutto vada evitata la collocazione degli impianti vicino ai centri abitati. Inoltre va prevenuta la speculazione da parte di imprenditori estranei al settore agricolo. Quindi andrebbero utilizzati solo scarti agricoli e liquami da allevamento prodotti nella zona dell'impianto e non trasportati da lontano. Anche per garantire che l'integrazione del reddito vada a beneficiare le imprese agricole locali e per limitare il traffico inquinante dei camion provenienti da lontano. E' necessario poi usare effettivamente, in prevalenza, degli scarti e , solo in piccola misura, dei prodotti agricoli che, se sottratti dal mercato, producono un incremento dei prezzi alla vendita. Importante è poi che il calore prodotto dagli impianti venga utilizzato dalla comunità locale (riscaldamento, acqua calda, energia elettrica), privati e imprese, che possano trarre beneficio dal risparmio sui prezzi dell'energia. Sarebbe infatti antieconomica una dispersione di tale risorse. E poi, da ultimo, un controllo esterno efficiente ed efficace. Su vari piani. Da parte dei cittadini, innanzitutto, organizzati in comitati ; da parte degli organi deputati alle analisi chimiche e ambientali; sulla politica locale, per evitare che anche in questo campo si diffonda la piaga della corruzione dei pubblici funzionari. Anche in questo settore il Paese dovrà dar prova di riuscire a crescere, al pari di altri Paesi che da anni stanno già utilizzando questa fonte per i più svariati usi civili.